Il Wi-Fi ha una legge non scritta: funziona benissimo dove non serve. Pieno segnale in corridoio, due tacche in camera, zero proprio dove volevi metterti a lavorare. Quasi mai è colpa dell'abbonamento: è la copertura — e spesso il router è soltanto nel posto sbagliato.
La messa in opera della rete di casa è questo lavoro: misuriamo la copertura stanza per stanza, poi decidiamo con te la strada — spostare quello che c'è, aggiungere punti di accesso in mesh, far passare una dorsale via cavo dove la casa lo permette. Bande, canali, sicurezza e rete ospiti li sistemiamo noi, e alla consegna la prova la facciamo insieme, nelle stanze che contano per te.
Prima di toccare qualsiasi cosa: sopralluogo, misura e preventivo — gratuito, chiaro, scritto prima di iniziare. Se la soluzione onesta è spostare una scatola invece di comprarne tre, nel preventivo troverai scritto quello.
La scena è sempre quella: router nuovo, abbonamento veloce, e una stanza dove non si naviga. La spiegazione di solito sta nella pianta di casa — cemento armato, un bagno piastrellato nel punto di passaggio, il router chiuso nel mobile dell'ingresso perché lì arriva il cavo. Per questo da noi la rete parte da una misura fatta sul posto, stanza per stanza, numeri alla mano e non tacche a occhio. È il modo più onesto di decidere: a volte la soluzione è un apparecchio in più, molte volte è spostare quello che c'è già.
Sulle scatole leggi Wi-Fi 6, 6E, 7. Non sono slogan: sono i nomi generazionali della Wi-Fi Alliance, che ha introdotto «Wi-Fi 6» come «designazione di settore per i prodotti e le reti che supportano la prossima generazione di Wi-Fi, basata sulla tecnologia 802.11ax» — numeri che «possono essere usati dai produttori per indicare l'ultima tecnologia Wi-Fi supportata da un dispositivo». Wi-Fi 6E offre le stesse funzioni «estese alla banda dei 6 GHz»; Wi-Fi 7, introdotto nel 2024, «migliora le prestazioni del Wi-Fi nelle bande 2,4 GHz, 5 GHz e 6 GHz». Il principio che ne ricaviamo è poco romantico: la generazione conta, ma vale solo dove il segnale arriva. Un apparecchio di ultima generazione dietro due muri portanti perde contro uno ben piazzato della generazione prima.
Quando un punto solo non basta, le strade sono due: un ripetitore o una rete mesh. La differenza non è marketing, tanto che esiste uno standard: la Wi-Fi Alliance descrive le reti EasyMesh come reti che «impiegano più punti di accesso che lavorano insieme per formare una rete unificata, e possono guidare i dispositivi verso il punto di accesso migliore e modificare la struttura della rete al cambiare delle condizioni», con un «approccio basato su standard» che lascia libertà nella scelta dei dispositivi. Poi c'è il metodo di laboratorio, che nessuno standard scrive per noi: il ripetitore che ripete via radio toglie banda proprio dove il segnale è già debole, quindi, quando la casa lo permette, la dorsale tra i punti la facciamo passare via cavo. Posa leggera — canalina, battiscopa, un cavo fatto passare bene. Le tracce nei muri e l'impianto elettrico non sono il nostro mestiere, e non li promettiamo.
Sulla sicurezza non si improvvisa, e non serve: lo standard c'è. La Wi-Fi Alliance descrive WPA3 come «protocolli di sicurezza all'avanguardia», con «autenticazione più robusta» e una crittografia rafforzata, e dichiara che «WPA3 è obbligatorio per i dispositivi Wi-Fi CERTIFIED». Noi lo attiviamo dove i tuoi dispositivi lo supportano; dove non arrivano, te lo diciamo com'è, senza finta sicurezza. Rete ospiti separata per chi passa una sera e per gli oggetti smart della domotica: navigano, ma restano fuori dalla rete dove vivono i tuoi dati. E vale la regola della casa: la password nuova della rete la scegli e la digiti tu. Non la chiediamo, non la conserviamo.
Un limite detto chiaro vale più di una promessa: la rete che mettiamo in opera è fatta di dispositivi e configurazione. Dove serve mettere mano all'impianto elettrico entra un elettricista abilitato — te lo diciamo in preventivo, non a metà lavoro. E la rete è la base, non il tetto: sopra ci vive tutto il resto. Il travaso di PC, telefoni e stampanti è la messa in opera dei dispositivi; le telecamere sulla rete stanno nella pagina della videosorveglianza; se pensi a un NAS o a un piccolo server di casa, se ne parla nell'assemblaggio. Qui facciamo il lavoro di sotto: che il segnale arrivi dove vivi, che la rete sia protetta, e che alla consegna tu l'abbia vista funzionare con i tuoi occhi.
| Metratura e piani | Più superficie e più solai da attraversare significano più punti di accesso da prevedere, posizionare e configurare. |
|---|---|
| Materiali dei muri | Cemento armato, mattone pieno e pareti piastrellate assorbono il segnale molto più del cartongesso: lo dice la misura sul posto, non il catalogo. |
| Cablaggio già presente | Prese di rete o cavi già in opera permettono la dorsale cablata senza posa nuova: cambia parecchio il lavoro, e il preventivo. |
| Dispositivi da servire | Computer, TV, console, oggetti smart: quanti sono e cosa fanno orienta bande, priorità e separazioni di rete. |
| Posa leggera dei cavi | Canaline e passaggi esistenti sì; tracce nei muri e impianto elettrico no — dove serve altro, entra un elettricista abilitato. |
| Sicurezza richiesta | WPA3 dove i dispositivi lo supportano, rete ospiti, password che digiti tu: ogni separazione in più è configurazione in più. |
I fattori che spostano davvero il costo di una messa in opera: quanti dispositivi e account, quanti dati da trasferire, cosa c'è già in casa. Si fissano insieme prima di iniziare — il preventivo è chiaro prima, non dopo.
ElectrONIK Lab è un laboratorio indipendente: non è un centro di assistenza autorizzato né affiliato ai produttori. I marchi citati appartengono ai rispettivi titolari e sono usati solo per indicare i dispositivi su cui interveniamo. Restano validi i tuoi diritti di legge come consumatore nei confronti di chi esegue la riparazione.
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